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Max
FuoriFuocoStudio sono in realtà io, Max Pizzochero, Papà, Marito e amante totale della fotografia di matrimonio.
Capricorno, perito elettrotecnico, Ingegnere elettrico ma, giustamente, faccio il fotografo.
Mi piacciono fagioli e cereali, che cerco di non mangiare insieme, ed ho qualche forma di dipendenza dalla pizza.
Dei CSI il mio preferito è NY. LV non è male e Miami zero totale. Ho amato e odiato LOST.
Mi sono più volte incartato in mountain bike fino a che non me l’hanno babbata a Les Deux Alpes.
Sono più volte tornato a casa in moto la domenica e dopo essermi tolto il casco ho pensato: “Anche oggi sono tornato vivo”
Una mia ex se n’è andata di casa una sera portandosi via i sacchetti del ghiaccio e le mie racchette da neve.
Sono stato un mediocre bassista ma sono riuscito lo stesso a fare più di 400 concerti.
Vivo per la mia famiglia.
Adoro fotografare le persone.
Ho avuto più di mille donne.
Non sono bravo a raccontare bugie.
Maggie
Cercavo un assistente e invece, dopo mille colloqui, ho trovato Maggie.
Una ottima fotografa, con una bella esperienza alle spalle nonostante la giovane età.
Con me condivide entusiasmo e lo stesso approccio, poco invasivo, narrativo ma non strettamente fotogiornalistico (cosa ho detto?).
Unisce alla grande passione per le persone la sensibilità narrativa tipica di una donna.
Ha le idee molto chiare su quello che vuole dalla vita, ce le avessi avute io alla sua età.
Dice di se stessa:
“Ufficialmente abito a Salice Terme, ma chi mi conosce mi definisce “una nomade della fotografia”!
Mi piace fissare “l’attimo fuggente” di tutte le cose che mi incuriosiscono e per questo sono continuamente in movimento.
La mia formazione scolastica è avvenuta presso lo IED di Milano, ma ho avuto la fortuna di incontrare colleghi che mi hanno permesso di fare preziose esperienze che proseguono tutt’ora.
A Berlino ho respirato l’aria dell’Europa più vivace che molto stimola la creatività.
Mi affascinano le forme dell’architettura, la vita degli animali, i gruppi di persone nelle età e nei momenti della loro esistenza.
Perciò mi faccio coinvolgere e non riesco ad astrarmi da ciò che ritraggo.
Certo oggi la più sofisticata tecnologia è di grande aiuto al lavoro del fotografo, ma i risultati sarebbero poca cosa senza la passione e la fantasia.”