Prima o poi la luce non ti basta più. In termini di quantità ma anche e soprattuto di qualità. Ed ecco perchè con uno sforzo non indifferente da diversi punti di vista mi porto a casa un kit composto da un generatore a batteria Elinchrom Ranger Quadra da 400Ws xon due torce.
Anche solo sulla carta il ragazzo ha molto da offrire e uno come me che diffida sempre (fatelo anche voi che state leggendo qua…) di quello che legge sull’internet, va e acquista.
Innanzitutto la potenza massima: impossibile comparare con un flashetto (adesso lo chiamo così) a slitta. In rete si trova di tutto e di più. Numero guida vs Watt al secondo, tubo esposto contro zoom e parabola… Beh questo aggeggio ha due prese pilotate in maniera asimmetrica quando vi sono connesse due torce con rapporto 2:1 cioè in italiano un terzo della potenza erogata va sull’uscita “B”, i restanti due terzi sulla “A”. Alla massima potenza quindi si hanno 133ws sulla B e 166 sulla A. Si capisce?
Poi cosa arrapantissima, le torce hanno una luce pilota a LED da 20W pari a 40w Alogeni. Io a ste equivalenze non ci ho mai creduto ma sta pilota qui spara fuori una luce non indifferente! A batteria piena, parliamo di circa un’ora e mezza di luce continua, molto più della durata di una batteria di una reflex in modalità video!!! Altro plus il classico Beep di avvenuta ricarica che fa molto studio professionale anche se il fotografo non lo è. Ah altra cosa intelligente, i condensatori si caricano e scaricano automaticamente salendo e scendendo con la potenza e quindi non è necessario un lampo di carica/scarica dopo una variazione di potenza.
Bon , comunque
, arrivo a casa scarto, apro, attacco, collego, infilo il trasmettitore sulla slitta della fotocamera, piazzo la Martina in controsole pieno (sono le 3 di pomeriggio circa) piazzo a manella l’aggeggio, metto a f/22 e scatto:
Mi scende una lacrima. Basta, non mi servono altre prove. Io che i miei speedliteli conosco abbastanza bene so che se la sognano una cosa così. Rientro in casa felice pronto a leggere il manuale, soprattuto la sezione “read before use”.
Generatore e batteria pesano meno di 3kg e stanno tranquillamente a tracolla.
Volume e peso delle torce sono addirittura ridicoli, soprattutto se paragonate ad un 580 EX II:
Chiaramente la torcia è costituita unicamente da tubo e circuito di innesco, tutta la logica e la potenza stanno sul generatore. A proposito di speedlite e visto che anche qui ho letto le peggio leggende, mi chiedo se li devo buttare o se per lo meno mi sono messo in casa due sistemi completamente separati. Allora, il Quadra ha un ricevitore Skyport integrato, in grado di ricevere il segnale di trigger del lampo via radio. Nel kit è compreso un trasmettirore da infilare sulla scarpa calda della fotocamera. La cosa fikerrima e che dal trasmettitore si può controllare remotamente la potenza del lampo! Basta camminate to/from il flash. Basta anche saliscendi del flash per leggere la potenza sul dorso dello speedlite.
Beh insomma, faccio una prova da scimmia per vedere se agli Skyport piacciono i Pocketwizard: infilo il miniTT1 sulla fotocamera e ci infilo sopra il trasmettitore skyport.
Poi piazzo i miei ragazzi in fila uno accanto all’altro.
Da sinistra a destra:Torcia Quadra collegata alla presa B, torcia su presa A, Speedlite 430 EX e 580 EX II.
Sulla 7D c’è sta roba: fa ridere ma…
FUNZIONA!
Piccola parentesi: Cos’è quel riflesso della torcia che si vede sotto il 430? E’ un maledetto filtro UV Kenko che ha il solo scopo di proteggere il mio amatizzimo 24-70. Ritesto senza filtro (sembra una marca di sigarette): quindi non solo funziona ma i Pocketwizard continuano a trasmettere le info E-TTL II. Spettacolo Il quadra inoltre è dotato di una servocellula e pensa te, è in grado di imparare la sequenza di pre lampo qual’ora ve ne sia una ed ignorarla Altro test con il solo skyport sulla fotocamera e servocellula attiva:
Stesso risultato. Molto bene, adesso a parte le nerdate, cerchiamo di capire le differenze con gli speedlite in termini pratici. Metto uno stand a 3m dal muro. Appiccico del rudo in mezzo al muro giusto per mettere a fuoco qualcosa. Primo test col quadra, f/22, 1/250, iso 100:
Giorno. Tolgo il quadra e metto il 580:
Hmmm… nsomma… Cosniderazioni sull’uniformità della distribuzione non servono. Direi che non serve nemmeno un crop del rudo per vedere che anche a livello di esposizione siamo sotto col 580. Proviamo a zoommare il 580 su 105mm.
Mah, si forse ci siamo ma a pochi cm dal rudo è notte! Bene, bene, impacchetto tutto e parto per il prossimo test.
Nella valigia in dotazione ci stanno clamorosamente il generatore con due batterie, le due torce coi relativi cavi, il caricabatterie, due FlexTT5, un MiniTT1, un trasmettitore Skyport, un 430 e un 580! E un pacco di gel assortiti. E due cavi sincro da 3.5m. Echeccchezzz!!!! Ah, la tracolla.
Bene, esco per testare gli skyport. Anche qui a quanto si legge, a confronto con i pocketwizard sono dei giocattolini. Parto da 10m:
E volevo anche vedere…
20m:
30m:
40:
Gasp… i pocketwizard mi hanno già mollato?? Altro test per sicurezza:
Questa non me l’aspettavo ma c’è sicuramente qualcosa che non va. Mi riservo di indagare più a fondo.
balzo a 60m:
Fantastico…
80m:
Il giochino finisce qui.
In conclusione direi che da quel poco che ho potuto vedere il quadra è un grosso passo avanti rispetto ai flash a slitta, sia in termini di potenza che di qualità della luce senza parlare di versatilità e relativa portabilità!
Chiaramente è solo uno strumento: è come avere una tavolozza con un miliardo di colori, tutti di incredibile qualità: se non sei Van Gogh, difficilmente riuscirai a dipingere questo.
Basta poi vedere cosa è in grado di fare Joe McNally unicamente con degli speedlite (certo a volte un discreto numero di SL) per capire che è quello che c’è nella testa del fotografo che fa la differenza, non quello che c’è nel suo studio.
So many people asked what kind of Photoshop action I used or what kind of postproduction secret recipe I have for images like this one:
The answer is none.
The magic is in the light.
If you are shooting in full daylight you have few options.
One of them is to use the sunlight as the main light. Here you are going to face some problems such has harsh light and strong shadow. Also, you may want to use sunscreen and sunglasses. Don’t wear a black shirt.
A more interesting option would be to use the sun light as a kick light. In the picture above you can see the right side of bride’s face hit by the sun light. Without any other light source, the rest of the face would be underexposed (such as for the groom but usually no one cares about the groom).
Ok, now’s the time to take your flash (sorry Americans, strobes are in discotheques only here…) off camera and place it just outside the frame. The nearer to the subject the better, since the farther you put the flash, the smaller it appears to the subject (hence the harsher the light).
You can help the whole thing putting an umbrella in front of the flash to soften the light.
Hey wait, the bride seems to be meters away from the camera (sorry Americans, we use this weird metrical system with multiples of ten…) how do I drive the flash?
You do yourself a favor and buy a couple of FlexTT5 Pocketwizards. You will thank me later.
Well, now, you spent all money you were saving for that L glass for those Pocketsomething everyone’s talking about, you throw your flash off camera and even walk a few steps to put it away from the camera. You also borrow your wife white umbrella and stick it to the stand with some dutch tape. Would you just trust you camera light meter for the exposure?
Nope. You know the little dial on top of the camera? It can turn! You move it from “P” to “M” which, guess what, stands for Manual and choose the exposure yourself.
Expose for the sky and the background. Don’t care about the groom (who cares after all?)
Now since you want to keep the groom out of focus (no one cares about him remember?) you have to keep the aperture quite open. This means that even if you are at ISO 100 you have to use a very fast shutter speed.
I know that somewhere on a shelf or in its original packaging your flash user manual says that if you use a flash the shutter speed is limited by the camera sync speed which, for most of modern DSLR is 1/250 sec. If you read the whole manual, you would have found that this is not exactly true since your flash can go in a mysterious mode called High Speed/FP flash sync. The new pocketwizards take this FP thing to the next level. You don’t even have to touch anything on the flash to enter this mode, the PW does all by itself. The number of excuses for not using it is getting low…
Ok where were we? Oh yes, we exposed for the sky in manual mode we put the flash of camera in front of the bride and we know from that strobist site that we need to put the flash in manual mode and is time for a headache.
I told you you would have thank me: the PW does everything for you. Since they actually use the Canon ETTL-II system, you don’t need to touch anything on the flash, just shoot a couple shots and I promise the third one will be it.
Take a look at the picture again and note that the body of the bride is turned toward the main light source and how the sun is sculpting her giving such a 3D appearance. Look at the light on the two sides of her arm.
The picture has been taken with a Canon 40D with a 24-70 f/2.8 wide open with the Canon 580 EX II synching at an amazing speed of 1/1600sec!!!!!
Here are some behind the scene pictures. You can always find a very young aspiring photographer at weddings that is eager to help.
As you can see the setup is veeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeery simple!
Three minutes to mount the stand, the PWs, the 580. 1 minute to evaluate exposure. Ready to click.
La sera di un 15 agosto di molti anni fa, in compagnia di uno sparuto gruppo di manigoldi mi ritrovo in riva al Ticino con un numero di pistoni di vino che supera quello degli avventori. Al solito il numero di donne è inversamente proporzionale al numero di bottiglie. Di limonare tra di noi non se ne parla proprio, per cui accanto al fuoco dopo aver suonato un po’ di Iron Maiden con l’acustica ci prende l’arsura e bagnamo le gole con del liquido rosso. Nella cumpa ci sono il maestro CESARE e il Luca “Moruzzi” Moretti. (Perchè Moruzzi devi ancora spiegarmelo). Fatto sta che a causa di un normale processo fisiologico, quando c’hai mezza di sangue e mezza di vino in circolo, anche se i colori sono simili, oltre ad avere difficoltà di deambulazione e a vedere fregna dappertutto rischi anche di fare cose che una mente sana sconsiglierebbe a chiunque.
Insomma ad un certo punto decido che è ora di fare il bagno di mezzanotte e come m’ha fatto mammà mi butto nel fiume in compagnia di una nutria grossa come Marzullo e 4 pantegane. Il Moruzzi che o è l’unico sano o è ancora più ciucco in berlucchi mi segue e probabilmente mi salva la vita perchè a un certo punto mi rendo conto che non ci sono lampioni in mezzo al fiume e nell’oscurità più totale seguo delle voci per tornare a riva. Quando usciamo, impietoso qualcuno (cè?) scatta una foto:
Sono passati anni ed è il mio turno di scattare foto. Luca e Paola si sposano e abbiamo deciso di divertirci un pò prima del gran giorno. E per l’occasione non potevamo che scegliere il Ticino. Se ora dico che sono una coppia fantastica va a finire che mi dite che lo dico di tutti. Quindi, per darmi ragione, non vi resta che guardare le foto. Il servizio completo lo trovate qui:
Eleonora finisce su CiCCiO.iT (il mio blog personale) mentre cerca qualcosa su un mio omonimo.
E’ de Roma e se capisce, de ciccio lì ce ne stanno parecchi.
Fatto sta che vede qualcuna delle mie foto e quando qualche anno dopo arriva il grande momento, decide di rivolgersi a me.
Bene, si parte per Roma penso!
E invece no, inversione a U e si punta verso Selva di Val Gardena.
Eleonora e Francesco hanno deciso di sposarsi nel luogo in cui hanno trascorso una delle loro vacanze più significative. Regas, fossero state le Maldive io venivo lo stesso eh?
Fatto sta che sto matrimonio s’adda celebrà sulla neve: che fascino!
Eleonora e Francesco
Sono fantastici. Eleonora col sorriso stampato anche in mezzo a mille garbugli organizzativi e una voglia di vivere che ti contagia. Francesco imperturbabile, un vero signore ma pronto a guidare sulle spalle di un orda di invitati l’assalto agli aperitivi.
Le foto del pre, scattate qualche giorno prima parlano da sole:
Se volete rendere ancora plus bleu un cielo già bleu, il trucco è semplice semplice: basta impostare il bilanciamento del bianco della vostra fotocamera su “Tungsten” (il simbolino della lampadina solitamente).
E vualà:
Adesso però abbiamo un problemino: se mettiamo la martina in primo piano, se non fosse per i capelli potremmo scambiarla per la puffetta vista la tonalità blu:
Nessuna paura! Per voi che viaggiate con delle striscioline di gel colorato CTO (color temperature orange – Una particolare tonalità di arancio) con delle striscioline di velcro pronte per applicarlo alla testa del vostro flash, il problema non sussiste. Basta puntare lo stesso sul soggetto per ribilanciare il tutto. A questo punto il soggetto che è l’unico colpito dalla luce flash arancio torna al suo bel colorito tipo abbronzatura da monitor, lo sfondo a cui batte ceppa resta di un bel blu!
Per capirci meglio, di seguito un esempio di martina con fotocamera su auto white balance e luce flash naturale:
Avete presente quella pubblicità Paolo e Paolo sono uguali ma uno ha lavato la maglietta col detersivo sbagliato. Le due foto che vedete qua sotto hanno gli stessi dati di scatto: stessa focale, stessa apertura, stessa sensibilità.
E sembrano apparentemente identiche. La stessa glaciale espressione del buon Paolo (coadiuvata da una temperatura parecchio prossima allo zero) lo conferma. Se però ingrandiamo fino alle dimensioni reali (quello che può darsi abbiate sentito chiamare “crop 100%”) ecco quello che succede:
La foto sopra è stata scattata con un Canon 70-200 f/2.8, quella sotto con un Sigma 24-70 f/2.8. Si lo so, anche se sono due zoom molto differenti, le focali alle quali sono state prese le foto sono identiche. Le differenze ci sono e sono evidenti e sono chiaramente anche di prezzo: il Sigma costa meno della metà del Canon. Insomma il succo è che se dovete scattare per il web, stampare 10×15 o guardare le foto del gatto sul vostro PC, secondo me potete risparmiare 600€. Se invece dovete stampare doppia pagina 25×35 e soprattutto dovete farvi pagare per queste foto, allora forse chi vi paga si merita la miglior qualità possibile.
AVVERTENZA: Questo post potrebbe annoiarti (come tutti gli altri del resto) se non sei un nerd con una reflex digitale! La foto qua sotto è stata scattata con una canon 20d + canon 50mm f/1.4 a 1/2500sec f1/4.
La fotocamera è stata impostata in manuale in maniera da ottenere l’apertura desiderata. In questo caso ho scelto la massima apertura consentita dall’ottica per limitare quanto più possibile la profondità di campo in maniera da staccare il soggetto dallo sfondo e valorizzare lo splendido bokeh del 50mm canon. La velocità di scatto è stata regolata di conseguenza in maniera da esporre correttamente il bel tramonto. COme si vede però il risultato è che il soggetto (la Martina) risulta decisamente sottoesposto. Una soluzione sarebbe quella, a parità di apertura di aumentare il tempo di scatto in maniera da sovraesporre il soggetto. In questo caso però sarei andato a bruciare un sacco di dettagli sullo sfondo perdendo saturazione.
Per fortuna e un pò come tutti quanti, ho sempre con me una coppia di pocket wizard e nel bagagliaio uno stand con un ombrellino bianco shoot through. Sfidando il gelo polare e la pazienza della martina ho piazzato l’ombrellino col suo bel flash appena fuori dall’inquadratura, 45° a destra della fotocamera con il 580 exII, dopo qualche prova, a 1/64 full power. I dati di scatto sono incredibilmente gli stessi: I Pocket sincronizzano a 1/2500sec!!! Utilizzano ed ottimizzano infatti la tecnica usata dai flash canon detta high speed sync che attraverso una serie di brevi lampi ripetuti consente di aggirare il limite della velocità di sync delle reflex digitali che si aggira di solito attorno a 1/250sec. Quando si decideranno i produttori a far sparire tendine e specchietto? Comunque il risultato, nerdismo a parte, è che lo sfondo conserva i suoi colori ed è completamente sfuocato. Il volto della martina è stavolta correttamente esposto. Inoltre l’omprellino ha ammorbidito la luce rendendo meno evidenti e dure le ombre. Inoltre la posizione del flash ha creato il “triangolo di luce” sotto l’occhio destro (a sinistra nella foto) della martis. Nel close up qua sotto, un esempio di cosa è in grado di fare il 50mm:
Le lamelle sono praticamente assenti e il solo è quasi perfettamente circolare. (f/1.4 – 1/2000 sec)
Bene,
questo è per tutti quelli che considerano la fotografia di matrimonio come di serie B.
Ben Chrisman è in assoluto il migliore, un vero maestro e soprattutto un artista che riesce a commuovermi ogni volta.